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Celiachia in numeri in Italia e nel mondo

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Celiachia in numeri in Italia e nel mondo – 

Nell’ultimo decennio i dati nazionali e mondiali relativi alla Celiachia sono cresciuti notevolmente, questo grazie anche a diagnosi più corrette ed efficaci. Ma ci troviamo di fronte solo ad una punta di un iceberg che, col tempo, si sta mostrando (e continuerà a mostrarsi) in tutta la sua grandezza.

Si calcola infatti che, per quanto rigurda il territorio italiano, i celiaci diagnosticati siano soltanto circa il 30% del totale reale che, al contrario, potrebbe essere rappresentato da un numero ben più ampio rispetto a quello che conosciamo fino ad oggi.

Se vuoi scoprire dati più precisi sulla Celiachia e sul numero di persone costrette, da questa patologia, a seguire una costante dieta senza glutine, leggi con attenzione il nostro articolo.

Celiachia in numeri in Italia e nel mondo

Alla stesura del presente articolo, tenendo conto dei dati relativi al primo semestre del 2018, il numero di celiaci diagnosticati in Italia ha superato di qualche migliaio le 200.000 unità. Un dato in costante crescita che vede un incremento annuo medio del 9% circa, solo all’interno della nostra nazione.

Il vero dato significativo è però rapprentato dal numero di persone non ancora diagnosticate, la cui stima supera abbondantemente le 400.000 unità.

Distribuzione della Celiachia nelle Regioni ItalianeCeliachia in numeri in Italia e nel mondo
Distribuzione della Celiachia nelle Regioni Italiane

A partire dall’entrata in vigore del nuovo follow-up di diagnosi, è stato possibile riscontrare un notevole aumento delle diagnosi, anche grazie alla maggior sensibilizzazione da parte dei cittadini, ma soprattutto per merito della ricerca e del costante sviluppo di tutto il comparto specializzato in allergie ed intolleranze alimentari.

Fino agli anni ’80, la celiachia era considerata una malattia rara, circoscritta alla sola area europea e, per buona parte, associata alla sola fascia di età dai 2 ai 18 anni. Tuttavia, numerosi e sempre più precisi studi, hanno rivelato, già a partire dalla fine degli anni ’80, una realtà ben diversa, che solo con il nuovo millennio ha assunto la “rilevanza” che oggi conosciamo.

Fra tutte le malattie “permanenti“, la celiachia è quella col più alto grado di incidenza e colpisce sia bambini che adulti. I numeri, sia in Italia che nel resto del mondo, ci dimostrano come le più colpite siano le donne (mediamente il 60-65% dei diagnosticati è di sesso femminile).

Celiaci in Italia per fasce d'etàCeliachia in numeri in Italia e nel mondo
Celiaci in Italia per fasce d’età

Un dato interessante è invece rappresentato dalla diversa distribuzione che la celiachia ha, a seconda dell’area geografica studiata.

Si stima infatti che in Italia i soggetti celiaci (diagnosticati e non) siano circa l’1% della popolazione, per un totale quindi superiore alle 600.000 persone. Il dato è da considerarsi in linea con la media Europea, anche se, andando poi a valutare Nazione per Nazione, è possibile renderci conto che in Stati come, ad esempio, la Germania l’incidenza scende a poco meno dello 0,3%. Proporzioni simili a quella italiana possono essere riscontrate anche in Inghilterra, Spagna e Francia; mentre una maggiore incidenza si ha nel Nord Europa, con punte fino al 3%.

Percentuale celiaci nel mondoCeliachia in numeri in Italia e nel mondo
Percentuale celiaci nel mondo

Anche nel resto del mondo la distribuzione della celiachia fra la popolazione varia da Stato a Stato. In America, così come in Australia, la percentuale si aggira sempre intorno all’1%, ma in Messico, le cose cambiano di molto e si passa a più del doppio. Medio bassa, invece, l’incidenza nei Paesi Asiatici e bassissima in Giappone, dove i casi diagnosticati sono un numero esiguo, cosa che ovviamente non “avvantaggia” chi, per lavoro o per piacere, si trova a visitare questi territori.

Ma da cosa è dovuta la difformità di questi dati?

Le risposte sono in realtà molteplici, ma principalmente si può spostare l’attenzione su due fattori principali. Il primo è strettamente legato al patrimonio genetico di ogni popolazione. Dato che le differenze genetiche tra popolazioni come, per esempio, quella Messicana, non sono particolarmente “spiccate”, è stato dedotto che una maggiore incidenza possa essere stata causata, nel tempo, dal tipo di alimentazione infantile, da particolari forme di infezioni intestinali, nonché dalla conformazione della flora intestinale dei soggetti celiaci.

Altro fattore rilevante potrebbe invece essere ricollegato al tipo di alimentazione “tradizionale” del posto e dal modo in cui ciò abbia potuto influire su un differente sviluppo di questa patologia, nell’arco di svariati decenni.

Pane a lievitazione rapidaPare inoltre che un ruolo fondamentale sia interpretato anche dalla crescente diffusione di cereali “rielaborati” e da tempi di lievitazione sempre più brevi per la produzione di pasta e pane. Questo spiegherebbe anche un maggiore incremento annuo di soggetti diagnosticati, in quelle zone che fanno ampio uso di questi cereali, primi fra tutti Europa ed America.


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